Le Donàze
Maschere e tradizioni della vigilia dell’Epifania a Colle Santa Lucia
Al calare delle tenebre, tra pellicce, maschere di legno e campanacci, le Donàze fanno la loro comparsa. A Colle Santa Lucia queste figure del folklore ladino animano la sera del 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, insieme alla Végia da Mont.
Una tradizione che riunisce il paese tra racconti di montagna, fuochi propiziatori e gli ultimi festeggiamenti del Natale.
Foto: Giulio Fratticioli
Le figure della montagna
Secondo i racconti locali, le Donàze erano donne malvagie, dall’aspetto metà umano e metà animale, che abitavano sulle montagne. La sera del 5 gennaio scendevano in paese per castigare i bambini che si erano comportati male.
Ancora oggi i giovani che le impersonano indossano pellicce, catene e campanacci, nascondendo il volto dietro spaventose maschere di legno. Con il buio irrompono tra la gente riunita per la festa, provocando e spaventando i presenti.
Foto: Giulio Fratticioli
La Végia da Mont
Tra le Donàze spicca la Végia da Mont, riconoscibile per la maschera di legno che raffigura un’anziana, gli abiti logori e la caratteristica collana di patate, chiamate sansoni.
Il suo aspetto richiama la figura della Befana e l’immaginario delle vecchie donne della montagna. Nel racconto della tradizione compaiono anche i “Dodici figli”, che rappresentano i dodici mesi dell’anno trascorso e accompagnano le Donàze.
Foto: Giulio Fratticioli
Il fuoco e la festa
La sera della vigilia dell’Epifania la comunità si ritrova attorno al falò del Pan e Vin, il fuoco propiziatorio che accompagna la festa.
Ai visitatori vengono offerte le fortaie: dolci fritti dalla forma annodata, serviti con zucchero a velo e marmellata di mirtilli rossi. Tra il calore del fuoco, il suono dei campanacci e l’arrivo delle maschere, si celebra la conclusione del periodo natalizio.
Nel significato tramandato dalla tradizione, la notte lascia spazio agli istinti più selvaggi e alle presenze inquietanti. Il giorno dell’Epifania porta con sé la purificazione e il ritorno della luce.
Foto: Giulio Fratticioli





